giovedì 8 ottobre 2009

messaggio


Parla lo Spirito dell'Aquila


Ci sono giorni in cui vi ascolto e sento la tristezza nel vostro cuore, sentiamo la confusione. Ci sono giorni in cui vi chiedete se vi trovate sul vero percorso. Forse vi state prendendo in giro? Vorreste ritornare a quella che definireste una vita più normale?..

Ma quale è la vita NORMALE? Amici miei, vi ricordo qui e vi chiedo di percepire dalla sorgente di Vita, che voi, ognuno di voi è sul percorso perfetto della sua Vita. Il lavoro che state facendo è da prima linea - ve lo spiegherò più avanti - voi siete in prima linea, ecco perché molto spesso non percepite le cose come gli altri. Non sentite di appartenere a questo posto, ecco perché vi sentite sempre come quello "strano" del gruppo, non sempre riuscite a relazionarvi con gli altri umani. Sentite di appartenere ad altro, per così dire, mentre gli altri volgono lo sguardo dei loro pensieri al passato e al presente, voi sentite il richiamo dell'Adesso.

Ognuno di voi ha scelto un percorso di prima linea per la trasformazione delle energie, non lo ricordate, ma è così.. Avete mai sentito parlare di reincarnazione?

Sicuramente si , e ne avete sentito di cotte e di crude, ma tutto ha lasciato la sete nel cuore e il vuoto nell'Anima..ricordate che voi e solo voi potete accedere al personale profilo del vostro Spirito.... Questa vita non riguarda il vostro lavoro, il vostro prestigio o la vostra situazione finanziaria. Nessuna di queste cose come sapete, è davvero importante. Si tratta del lavoro di trasmutazione che state effettuando dentro di voi. Ogni giorno vi svegliate e sentite che ci sono sfide, sfide emozionali di fronte a voi e poi le attraversate tutte. Attraversate e modificate vecchie sensazioni. Ecco di che cosa si tratta, quello è il percorso che avete scelto. Non credete che voi siate minori rispetto a chi paventa saggezza spirituale (soprattutto nel web), perchè vi barcamenate tra il quotidiano e il vostro io interiore, in eterna combutta col vostro Essere. Nessuno è maestro più di voi stessi.

Vi confrontate con le paure in situazioni collegate ai vostri anni giovanili quando potreste avere avuto, come direste voi, disfunzioni e squilibri. A volte preferivate nascondervi invece di affrontare quelle situazioni, ma poi avete scelto di attraversarle, avete scelto di affrontare i dèmoni, perché quello è il vostro percorso, è il percorso di tutti, una strada in salita che ognuno affronta più o meno inconsapevolmente. Si tratta del percorso della trasmutazione energetica. Avete preso quello che era paura, quello che era oscurità, quello che era un vuoto e l'avete trasformato in amore, in Luce..... se solo vi chiedereste a cosa è servito, cadrebbero molti veli di autocommiserazione e il leone che è in voi ruggirebbe ... ricordate che per ogni esperienza c'è lo Spirito dell animale sacro legato ad essa, che vi accompagna nel percorso della Vita.

Voi non riconoscete Chi siete e non riconoscete ciò che si trova nell'oscurità che vi circonda, propinata dalla mente e le sue elucubrazioni di folle sterile intelletto dettato dai comuni sensi umani ... eppure avete scelto di attraversare il Tempo dell'Oscurità... Sapete che può esserci dell'altro, ma temete di non esserne capaci, all'altezza ... ricordate, Vi prego, di avere lo Spirito, come ce l'hanno tutti gli Esseri. Questo me lo ha insegnato il mio maestro sciamano, ma nulla potrebbe lui, senza la grande Maestra, la nostra Madre Terra.

Ricordate che noi umani abbiamo un handicap, che è la nostra mente, tanto paventata come un pregio, ma che sa benissimo come boicottare lo Spirito, lasciandolo morire... si vede, a dimostrazione di ciò che dico, l'andazzo del mondo e delle nostre vite. Considerate la vostra vita e le sfide che avete scelto: mentre trasportate le energie, elaborate la paura dell'oscurità trasformandola in amore ed accettazione, con il solo modo possibile: osservazione distaccata del fenomeno emotivo!.. Non lasciatevi coinvolgere, ricordate che siete Esseri atti a creare, padroni del bene e del male, solo così contribuite al tutto. Vi chiedo di non sentirvi mai più egoisti per il lavoro emozionale che state facendo dentro di voi. Non lo state facendo per voi, non avete creato i conflitti nella vostra vita per voi. Avete scelto i pesi - quello che definireste follia e squilibrio emozionale - per attraversarli per il bene di tutti. ma l'altruistico gesto, fatelo per favore prima per voi ... Come può una madre dare latte al proprio figlio se prima non provvede per il suo sostentamento? ... Come può un albero far maturare i suoi frutti, se non ha radici ben piantate nel terreno?

Per molte vite avete vissuto senza sapere chi eravate. Avete vissuto nella dualità, con il conflitto continuo tra luce e buio, tra buono e cattivo, tra vuoto e amore. Avete vissuto tanto a lungo che ora accettate la dualità come se fosse la vostra realtà, accettate le due facce dello specchio ed avete dimenticato che cosa sia l'Unità. Lo hanno voluto le imposizioni del sistema sociale, che ha voluto deliberatamente creare ciò per indebolire lo Spirito ed appropriarsi della "Terra" e del suo Spirito in stretta connessione con i sui Figli, cioè Voi. Durante tutti i giorni della vostra vita sulla Terra avete vissuto con le dinamiche degli opposti. Non importa quanto duramente avete tentato di muovervi verso la Luce - essere solo la Luce - c'era sempre anche l'ombra, c'era sempre l'oscurità lì con voi. Non importa quanto avete cercato d’essere buoni e quante regole avete cercato di seguire, l'oscurità era sempre lì. Vi siete mai chiesti il perché?

Chi ha dettato le regole della separazione del bene e del male, chi Vi ha consigliato di contrastare anzicchè gestire? .. Chi voleva il controllo, ecco chi. Ed è sempre dietro l'angolo il nemico, lo sfidante.. quel che chiamate male.Siete voi che gli date forza ed autonomia, dimenticando semplicemente il vostro Essere che conosce da eoni l'Equilibrio cosmico, perdendovi dietro le congetture della cosiddetta mente razionale, identificandovi in essa.

La maggior parte di voi in passato ha scelto vite religiose molto rigorose e disciplinate, piene di regole severe. Questo è stato il vostro tentativo di vivere solo nella luce, eppure amici miei, nelle vostre ore più profonde di meditazione, durante il tempo che passavate da soli cercando di trovare la luce dentro di voi, anche l'opposto era sempre presente, l'oscurità, il vuoto. Oh, per eoni interi avete cercato un equilibrio che fosse solo Luce, eppure l'opposto era sempre presente. Vi siete mai chiesti perché più cercavate la Luce, più l'oscurità era potente?

Questo è stato il fondamento della vostra Terra e la verità del nostro Universo. Questo è stato il vostro percorso per scelta - per vostra scelta - trasformarvi continuamente, cambiare, integrare il buio e la Luce. Ecco perché, quando avete cercato d’essere solo nella Luce, l'oscurità era sempre presente e questo era appropriato, come è appropriato parlare di squilibrio.

Quando in origine furono create le dinamiche del vostro Universo e della vostra consapevolezza, avvenne una “scissione”, avvenne una divisione da ciò che era Unità,dal Tutto Ciò che E’, in Dualità. Avvenne una divisione delle energie e questo fu fatto appositamente per lo Spirito - per voi - perché comprendesse meglio la creazione e l'energia, quindi questa divisione dall'unità in due, negli opposti, risultò d’estrema importanza per lo Spirito. Il libero arbitrio, si chiama, concesso al male come al bene, ma in mano ai figli v'è la pipa, o la bilancia, poichè Essi sono i discendenti divini aventi diritto di decidere per conto del Padre e della Madre dell'Universo ...

La divisione in due creò gli opposti e la separazione. Durante questo periodo di separazione, amici miei, ci sono state molte battaglie. Pensate alle battaglie che sono accadute all'interno della vostra consapevolezza personale, nel vostro cuore; pensate alle battaglie che sono esistite all'interno della vostra famiglia umana; pensate alla battaglie che sono avvenute nelle vostre relazioni con gli altri. Amici miei, queste battaglie hanno avuto anche luogo sull'intero pianeta e voi le avete definite Guerre Mondiali e le stesse si sono estese al di fuori del nostro Universo. Ecco dove avete vissuto, questa è la consapevolezza che avete accettato. Avete recitato entrambi i ruoli, avete lavorato nell'oscurità, avete lavorato nella Luce.

Tutte le separazioni e gli opposti sono stati appropriati, stiò cercando di farvi capire ora a livello energetico perché è stato così importante. Non posso che onorarvi per aver partecipato a questo, senza capire neppure ciò che stava succedendo, senza neppure comprendere quale poteva essere il risultato potenziale. Ognuno di voi, amici miei, ha scelto d’Essere quello che trasforma l'energia, che modifica l'energia, che lavora con entrambi i poli e riequilibra le energie. Voi tutti avete partecipato qui sulla Terra e in altri luoghi a queste battaglie, a queste comprensioni, a questa trasmutazione.

Quando questa separazione ebbe luogo - la Creazione degli Opposti - tutto cominciò proprio nel centro di Tutto Ciò che E’, cui normalmente ci si riferisce come il Grande Sole Centrale - quello che conosciamo come Dio, l'Eterno. La separazione si propagò dal centro di questa creazione, di questa dimensione di consapevolezza e proseguì in tutto ciò che esisteva. Man mano che le onde si muovevano attraverso la consapevolezza e attraverso la materia, tutto andò in pezzi e i pensieri e le energie si divisero in due, poi ognuno di voi entrò in quella consapevolezza degli opposti e il vostro lavoro cominciò.

Eccoci qui oggi,con la storia che avete vissuto! I traumi e gli insegnamenti, le comprensioni e le esperienze d’amore e quelle d’oscurità. Siete qui oggi, ognuno di voi un incredibile Contenitore Energetico, colmo e grondante d'esperienza nella consapevolezza degli opposti. Oh, guardiamo nel vostro cuore e vediamo che c'è ancora conflitto e c'è ancora dolore, ma sapete che c'è qualcosa di più forte qui, qualcosa che voi avete costruito e che vi ha aiutato ad attraversare tutte queste esperienze. Il vostro Cuore, la casa del Vostro Spirito, cocreatore con l'Universo della Nostra Vita.


Si tratta di un’energia interessante! Quelli di noi che non hanno vissuto l'intensa esperienza umana come avete fatto voi, sicuramente non capiranno. Noi studiamo ed impariamo da voi. Ciò che avete creato è una nuova energia chiamata Speranza. SPERANZA! Guardate dentro di voi e scoprirete che la Speranza è più forte dell'oscurità. La Speranza é fiducia interiore, la Speranza è il collegamento e la connessione con la Sorgente, con l'Amore, con il ricordo dell'Unità. La Speranza è l'energia che vi permette di entrare profondamente nella dualità per portare a termine il lavoro di trasformazione che avete cominciato. È una cosa meravigliosa, questa Speranza. Il Creatore non conosceva la Speranza prima che voi la creaste. Come poteva del resto, poter creare la fiducia, la certezza di Lui, ?

Egli è consapevole della sua Essenza Solare, lo siamo anche noi?

Lo siamo solo attraverso noi.


Il nostro Essere non legato a questo mondo è la nostra Aquila che guarda nel sole.

Mitakuye oyasin

Siamo tutti fratelli

(Saluto rituale lakota)

Celeste

La strega: Demone o sacro femmineo?



L’etimologia proposta per il termine Janara,usato da sempre per definire genericamente la strega di Benevento ( dal termine osco Maloenton, che significa ritorno delle greggi),mette in connessione tal nome con la definizione latina di janua= porta o ianus=passaggio coperto,considerata come insidiatrice delle porte, ma può anche definirsi custode di esse.La valenza negativa,è frutto della continua demonizzazione della figura della janara, fattasi più forte dall’alto medioevo in poi, con l’avvento del cristianesimo , anche se già riscontriamo nel diritto romano la condanna per ogni forma di stregoneria .
Si vuole anche,considerandolo come termine dialettale, che la semiconsonante iniziale è l’evoluzione naturale del nesso latino \di\ (come nel caso di diurnum- juorno).Pertanto il termine non viene da janua, ma da dianara o dianiana, aggettivo derivato da Diana, equivalente a seguace di Diana.
Il termine ianua però ci conduce anche ad una divinità romana del lazio primitivo,e di conseguenza di tutte quelle etnie indigene con le quali il nascente popolo romano veniva a contatto (come gli Oschi e i Sanniti) : Giano = ianus= janua=porta ; è di difficile comprensione nelle sue prerogative storiche e senza riscontro ufficiale nel mondo ellenico e preellenico.
La tradizione leggendaria lo collega con l’origine di Roma e vuole che egli avrebbe introdotto la pratica della navigazione e la coltivazione della terra. Dopo la sua morte venne divinizzato, con parecchie attribuzioni anche di carattere magico.In rapporto con il suo nome, venne venerato insieme alla dea Cardea (o Carna dea dei punti cardini) come custode delle porte ,dei trivi e delle zone liminali (di confine). Questo spiega la sua rappresentazione sotto l’aspetto di erma bifronte, di cui una faccia guardava al di dentro e una al di fuori. I luoghi sacri a lui attribuiti erano i crocicchi,su cui venivano costruiti passaggi coperti il più delle volte removibili e trasportabili(costruzioni in legno); come pure era cosi strutturato il tempietto a lui dedicato,una delle poche testimonianza a noi giunte, voluto da Numa, (Numa Pompilio,re sabino, che apportò considerevoli riforme anche nell’ambito religioso)consistente in una specie di passaggio, con due porte poste l’una di fronte all’altra, chiuse in tempo di pace e aperte in tempo di guerra. Come buon propiziatore di ogni inizio,Giano portava l’epiteto di pater,presiedendo alla prima parte del giorno, come dell’anno (Ianuarius=gennaio), alle calende di ogni mese era associato a Giunone nelle preci.
La testimonianza archeologica più inquietante di questa divinità, è stato il ritrovamento di una statuetta a Cortona del IIsec a.c.,genericamente attribuito al popolo italico, con una dedica incisa su una gamba, la cui grafia, come nella foto estrapolata da un testo enciclopedico, non sembra di caratteri latini, bensi osco-etruschi


Di questa divinità,Giano, e del periodo stesso in cui si colloca, si sa ben poco.Nel corso di studi sulle popolazioni indigene italiche preromane e prima della colonizzazione ellenica, si è voluto spesso accumunare identità etniche locali in definizioni superficiali come popoli italici; gli usi, costumi ed espressioni artistiche declassificate come imbarbarimento della civiltà ellenica che andava a confrontarsi con le multietnie locali e quindi ad una produzione artistica immiserita con il termine di primitivo. Solo recentemente, con uno studio più accorto dei ritrovamenti archeologici, si sta delineando un cursus storico-antropologico di queste popolazioni. I pelasgi (scavi nell’entroterra irpino), gli oschi(ritrovamenti di Pietrabbondante) ed infine i sanniti, rendono viva testimonianza di quanto le tradizioni e gli usi e il bagaglio di miti e leggende della terra sannita, abbiano radici profondissime (VII-V sec ac). Il percorso storico sulla figura leggendaria della janara, ci porta a scavare nella storia mitologica di questi popoli; sarà sorprendente scoprire le molteplici analogie simboliche tra il mondo mitologico-religioso di questi popoli antichi e ” gli accessori iconografici” della vera strega di Benevento,che si trova solo nelle leggende trasmesse in parte ancora oralmente,e che ancora aleggiano sulla citta, come ancora viva è tale figura nella cultura agreste della nostra terra.



-La zucculara - La strega vera di benevento


E’ definita con questo termine, un’altra figura sinistra di strega beneventana , come la janara, ma più legata ai luoghi della città e forse per questo ancora più radicata nella tradizione delle leggende popolari locali. La zucculara pare che si chiamasse cosi per i rumorosi zoccoli che indossava. La sua dimora è identificata con la zona del “Triggio”, quartiere medioevale posto alle antiche porte sannite della città (port’Arsa). Il Triggio prende il nome proprio dal latino Trivium , pare per l’esistenza di un importante nodo viario ed è confermato dalle fonti bibliografiche ed archeologiche (e poco distante c’è lo scavo sannitico di contrada Cellarulo).Per Benevento passavano la via Appia, la via Traiana, e la Egnazia . Per via che la zucculara indossasse zoccoli rumorosi e vagasse di notte in prossimità dell’antico trivio,si vuole abbinare questa figura al culto della dea Hecate, dea della notte e dei trivi (anche Hecate indossava zoccoli di bronzo se c’era la luna nera, erano d’oro in luna piena). Un culto, radicato nel nostro territorio per un moltitudine di riferimenti letterari , mitologici e antropologici,ma che potrà essere accertabile solo con il prosieguo di ricerche archeologiche mirate ad un identificazione storica delle etnie preesannite. Ma già dal fatto che la zucculara-Hecate si erge a custode dei trivi, ci riconduce al mito preromano di Giano, come prima descritto e connesso etimologicamente alla janara.
A dimostrazione di un nesso tra Giano ed Hecate , questi vengono entrambi menzionati nel sesto inno di Proclo, in cui il poeta invoca le due divinità a soccorso e a protezione del proprio cammino esistenziale, proprio in qualità di custodi delle porte, quindi - simbolicamente -delle regioni e dei momenti iniziatici della vita e della morte. Ancora in relazione a Giano, viene citata da Arnobio nel suo Adversus Nationes, in 3.29 (fine dl III sec d.c.), dove si elabora la genealogia in cui il nume bifronte sia figlio di Hecate e del cielo.
Inoltre abbiamo il Plutarco che nel Numa , cfr19.11 che accomuna le due divinità con l’appellativo di “doppia faccia”, epiteto che esprime la facoltà di vedere in entrambi direzioni opposte (la vita e la morte ad esempio).
Nel sistema caldaico del secondo ellenismo, vede formulazioni di tipo profetico in cui compare il nome di Hecate bifronte, e perciò si fa sempre più forte il sospetto di fusione del culto Hecate-Giano in terra italica,o sostituito nella colonizzazione greca , quello di Giano con Hecate,più potente nella nuova veste di triadizzazione. Il pensiero mistico – filosofico diffonde il concetto di triadizzazione di entità e sostanze; si andrà ad identificare Hecate, divinità primitiva bifronte, che la vuole nativa della Caria ,in Tessaglia, ad Artemide (Diana per i romani e sanniti romanizzati), divinità voluta come trina con lo sviluppo della filosofia pitagorica : ogni forma è esprimibile numericamente e i numeri stessi sono archetipi divini. La trinità come sintesi di integrazione degli opposti e quindi la perfezione.

Sta di fatto che la figura di Hecate detiene il peculiare primitivo carattere di intermediaria fra gli esseri immortali e mortali (viene menzionata anche come traghettatrice dei defunti); un aspetto che la rende virtualmente partecipe e fautrice sia del mondo divino , che di quello umano. La sua triplicità rappresenta l’ umano nella sua forma terrestre, equino nella sua veste lunare,(luna inteso come astro e sinonimo di intermediazione tra il sensibile e l’intelleggibile) , e canino in veste infernale.(3)
Questa veste trascendentale della dea è vista però ,nel tardo misticismo, solo con tratti nefasti; quindi non più fautrice del Mater, eterno ciclo di nascita- morte-resurrezione,ma mutilandola al solo mondo della magia e al dominio infernale, nel senso più deteriore del termine. Del resto ciò diviene deducibile in quanto ella, nelle civiltà agresti arcaiche, è legata per analogia iconografica, ai cicli stagionali;la natura nella sua dualità ,provvidenziale o distruttiva, può essere apportatrice di abbondanza, fertilità o di carestia e morte. In ogni caso, come in circostanze di oscurantismo culturale, si fa sempre più forte l’esigenza esoterica di una mediazione fra il dio e l’uomo,dove la divinità è concepita più lontana e astratta dalle vicende del mondo reale,e più appartenente ad una sfera mistica ed ancestrale,irraggiungibile e quindi temibile per l’uomo.
Fin qui come esposto,sembra gratuito il rapporto con i popoli sanniti e questa divinità, Hecate, nella sua forma primordiale ,come nelle sue evoluzioni; del resto non ci sono ancora testimonianze archeologiche che ne attestano oggettivamente il culto nell’entroterra appenninica, perlomeno non è esplicita la presenza, dal momento che sono molte le deformazioni causate sia da una stratificazione impressionante di culti nel corso della storia, sia da uno studio approssimativo dei popolazioni autocne preelleniche e preromane. Ma, partendo da dati di fatto che stanno emergendo con nuovi studi archeologici, i Pelasgi , ad esempio,sono popoli ritenuti provenienti dalla Tessaglia,terra dell’Asia minore dove la maggioranza degli studiosi afferma che la figura di Hecate nasca proprio lì e precisamente nella regione della Caria. Terra d’origine che ci riporta immediatamente alla memoria Medea, altra figura associata ad Hecate come patrona di arti magiche (Seneca,Medea). Inoltre, nella peculiare analisi di tutto il corredo simbolico-iconografico che accompagnano le leggende popolari sulla janara-zucculara di Benevento, ci si accorge inconfutabilmente, che questo sia stato attinto in quasi tutta la sua totalità dal mondo magico- mitologico ,ampliamente documentato, della letteratura classica.
La curiosità ci porta a verificare che la Caria sia terra di noci, il cui nome deriva dal greco Karion (noce). Il noce si sa quanto sia legato alla strega di Benevento, ma è interessante sapere che nell’antichità preellenica fosse consacrato a una divinità ctonia chiamata Kar o Ker ,divenuta presso i Greci Kore,la fanciulla rapita da Ade e divenuta dea degli inferi col nome di Persefone facente parte anch’essa, come Hecate, della schiera di divinità megas femminili panaelleniche(o Kùru,nome osca ancora incomprensibile)(4). Oppure l’altra località detta Carias in Arcadia, considerato villaggio delle noci , dove le fanciulle facevano una danza in onore di Artemide, e che qui era chiamata Cariatide.
E’ appassionante verificare ,dopo raccolto pochi dati storici di riferimento , come il simbolismo legato al culto di Hecate e alle deità panelleniche, impregna la figura leggendaria della janara-zucculara, archetipo del femmineo sacro presso le culture agresti del periodo preesannita. Purtroppo sono ancora poche le notizie documentate da fonti archeologiche e quindi attendibili sui culti religiosi,ma spesso sono proprio le leggende popolari, ancora vive, a nascondere preziosi indizi per assurgere a delle verità storiche.
Scritto dalla mia Hermana di Terra


DONNA BISONTE BIANCO

E

Wakinyan, il popolo alato del cielo

Questo racconto della mitologia dei Sioux è certamente una delle più suggestive leggende degli indiani d'America e, soprattutto, è quello che meglio fa comprendere la religiosità, le tradizioni e la cultura in genere di un popolo che, pur così eterogeneo, condivide una visione animistica del mondo che lo circonda (e lo contiene), mondo di cui ha la profonda consapevolezza di essere parte integrante. Una parte nè più importante nè fondamentale: non esiste, presso gli indiani, l'arroganza di riconoscere all'uomo un ruolo preminente del creato.

L'uomo non è altro che un filo all'interno della rete della Vita

A due guide Lakota mandate in cerca di selvaggina apparve una donna bellissima vestita di pelle di daino bianca che disse loro:

"Vengo dalla Gente Bella e sono stata mandata sulla Terra per parlare con il vostro popolo"

"Andate dal vostro capo e ditegli di preparare il grande tipì del consiglio. Esso dovrà essere piantato al centro del cerchio del villaggio con l'entrata rivolta ad oriente. Ho cose di grande importanza da dire al vostro popolo. Sarò al villaggio all'alba".
Riferito l'accaduto al capo tribù, fu approntato tutto così come richiesto. Paura ed eccitazione si impadronirono di ogni abitante del villaggio per l'imminente visita della donna misteriosa.
Quando il giorno spuntò ella apparve, vestita come la guida aveva raccontato: recava nella mano destra il cannello di una pipa e nella sinistra il suo fornello.
Entrata nella tenda, si sedette al posto d'onore e disse che il Grande Spirito era contento della fedeltà, della reverenza e dell'onestà della Nazione Sioux.
I Sioux vivevano nel bene contro il male, nell'armonia contro la discordia e perciò erano degni di ricevere la pipa che ella custodiva per l'umanità. Essa era il simbolo della pace tra gli uomini. Fumare la pipa significava comunicare con il Grande Spirito.
Quindi si rivolse alle donne dicendo loro che il Grande Padre aveva stabilito che esse mettessero al mondo i figli, che li nutrissero e li vestissero, rimanendo spose fedeli. Esse, inoltre, avrebbero sopportato in vita grandi sofferenze, ma per la loro natura gentile sarebbero state di conforto agli altri nel tempo del dolore.
Poi parlò ai bambini dicendo loro di rispettare i genitori che li amano e fanno molti sacrifici, per cui ad essi deve venire soltanto del bene.

Agli uomini disse che tutte le cose dalle quali essi dipendono vengono dalla Terra, dal Cielo e dai Quattro Venti e che per questa ragione era necessario ringraziare il Grande Spirito per il dono della vita fumando la pipa quotidianamente.
Raccomandò ancora loro di essere sempre gentili e amorevoli con le donne e con i bambini, per rispetto al loro essere creature deboli.

Infine, insegnò al capo la maniera di custodire la pipa, dal momento che era suo dovere rispettarla e proteggerla, in quanto da essa dipendeva la vita della Nazione Sioux. Come sacro strumento della conservazione doveva essere usata in tempo di guerra, di carestia, di malattia o in caso di grandi necessità.
A questo punto si dice che la donna promise ai Sioux che sette sacre cerimonie sarebbero state in seguito rivelate loro affinchè le praticassero. Esse erano: la Custodia dell'Anima, la Purificazione, la Ricerca della Visione, la Danza del Sole, Come diventare Fratelli (il rito dell'apparentamento), Come diventare Donna Bisonte (la preparazione della fanciulla ai doveri di donna), il Lancio della Palla.

La donna rimase con i Sioux ancora per quattro giorni poi, al quinto, dopo aver acceso la pipa che offrì prima al Cielo, quindi alla Terra, infine ai Quattro Venti, annunciò che la sua missione era finita e partì.

Fece il giro della tenda secondo il cammino del sole, poi lentamente si allontanò dall'accampamento.
A breve distanza si voltò e, sotto gli sguardi di tutta la tribù, si trasformò in un bianco vitello di bisonte.

Gli indiani d'America non operano una netta divisione fra il mondo degli uomini e quello degli spiriti i quali entrano in contatto con gli esseri umani e, in alcuni momenti sacri, se ne impossessano.
Uno di questi momenti è quello delle danze con le maschere che indicano la manifestazione sulla terra degli esseri rappresentati dalle maschere stesse.

Un uomo che indossa una maschera sacra durante un rituale non assume solo l'aspetto di quell'animale, ma anche lo spirito.

Ci sono molti KACHINA (KA=rispetto CHINA=spirito): essi non sono solo gli spiriti degli antenati, ma anche quelli di animali, piante, minerali, stelle e forze naturali.

Il 20 agosto del 1994 -nel Wisconsin- nacque 'Miracle', un bufalo femmina bianco.
Molti indiani lo credettero simbolo di un nuovo cammino dell'umanità verso la purezza del cuore, della mente e dello spirito.

ed ora un'altra versione della leggenda della donna bisonte bianco:

NATIVI AMERICANI:


PTESAN WIN, DONNA BISONTE BIANCO e

Wakinyan, il popolo alato del cielo



Robert Morning Sky ha accennato nella sua intervista all'origine femminile delle religioni più antiche dei mondo e ha collegato questo concetto all'esistenza di alieni dall'orientamento prevalentemente femminile. Questo connubio è rilevabile proprio nella figura principale della religione dei Nativi Americani: Donna Bisonte Bianco e la sua storia presenta elementi a favore di una sua origine extraterrestre. Donna Bisonte Bianco è infatti legata ad un fatto storico, come Gesù lo è per i Cristiani.
Questa è la sua storia.
Fra le sette tribù lrochesi vi erano gli ltazipcho (i Senza Archi): erano affamati e cercavano disperatamente dei bisonti. Il loro capo scelse due giovani fra i suoi guerrieri perché andassero a caccia di selvaggina. Vagarono a lungo senza fortuna, sin quando uno disse: "vedo un bisonte venire verso di noi". Quando la sagoma dell'animale fu più vicina, il secondo guerriero esclamò: "Non è un bisonte, ma una donna". Era realmente una donna, ma di una bellezza sovrumana. Aveva un viso radioso e sembrava fluttuare nell'aria, invece di camminare. Uno di loro ne era così attratto che voleva possederla, ma il compagno lo avvisò dicendogli: "non vedi che questa donna non è umana, cammina nell'aria?" L'altro però non gli diede retta e allungò un braccio per toccarla. In quel momento una nuvola discese su di lui e, quando si sollevò, delle sue membra non rimase che cenere. La donna quindi si rivolse al superstite dicendo: "Il tuo amico aveva pensieri impuri ed è stato punito. Sono stata mandata dalla Nazione del Bisonte per dare un messaggio al vostro popolo. Prepara la tua tribù perché vi giungerò domani. Dì pure cosa è successo qui. E ora torna da loro senza voltarti".
Donna Bisonte Bianco si ripresentò l'indomani all'accampamento degli ltazipcho, entrò nella capanna costruita per lei, sollevò verso il cielo la pipa che aveva portato per la tribù e disse: "Pregate Wakan Tanka 'il Creatore'. Questa pipa vi ha donato. La offro ai Wakinyan, il popolo alato del cielo e rendo grazie al mondo dello Spirito, il mondo dell'aldílà". Per quattro giorni "Ptesan Win", come venne chiamata, istruì e civilizzò la popolazione. Poi, mentre si allontanava verso una collina, promise di tornare, scomparendo lentamente.
È probabile che Morning Sky abbia fatto riferimento, parlando di extraterrestri di orientamento femminile, agli elementi collegabili alla natura presumibilmente aliena di "Ptesan Win". Lo stesso Morning Sky è autore di un ottimo trattato sulla nascita delle religioni a base femminile e al mito della Dea Madre, collegato alla presenza extraterrestre nell'antichità.

fonte: www.isolafelice.info